domenica 16 settembre 2007

contro il dio denaro


La preminenza dell’economia è di certo una delle caratteristiche del mondo contemporaneo: i telegiornali e la carta stampata ci propongono in maniera ossessiva termini quali Mibtel, Dow Jones, Nasdaq, PIL, Features - incomprensibili al di fuori della stretta cerchia degli addetti ai lavori; l’andamento dell’economia è al centro delle preoccupazioni dei governi; il sentire comune guarda con deferenza a banchieri e uomini d’affari…e siamo così abituati a tutto ciò da rendercene conto a fatica. Numerosi segni indicano che, per la prima volta nella storia, la società umana è divenuta un accessorio dell’economia. Ma si tratta soltanto dell’ultima tappa di un lunghissimo percorso.Nelle epoche primitive il baratto era l’unica forma di commercio, volto a soddisfare esigenze fondamentali; allo stesso modo il concetto di guadagno era completamente assente in tutte le società tradizionali. In Egitto, ad esempio, i prodotti della terra venivano redistribuiti per garantire la sopravvivenza di tutti; presso gli Inca e gli Aztechi, fino all’arrivo degli spagnoli, non esisteva alcuna forma di moneta. Il denaro, apparso per la prima volta in Lidia nel VII secolo a. C., nacque come strumento per rendere più agevole lo scambio ma fin da subito portò con sé una grave conseguenza: l’usura. Parliamo cioè della produzione di denaro attraverso denaro, in altre parole il denaro concepito come fine a se stesso, al servizio dell’egoismo individuale. L’usura fu condannata da ogni civiltà: basti pensare al nostro Medioevo, che relegava l’usuraio in fondo alla scala sociale. La Chiesa e i suoi esponenti ebbero parole durissime: San Bernardino da Siena affermò “E’ fatta la morte dell’usuraio come la morte del porco, ché a sua vita el porco non fa altro che danno […] ma quando è morto ognuno ne gode” e la condanna dell’usura, sancita dal Concilio Laterano (1139), fu ribadita al Concilio di Vienna (1311) . Col passare del tempo il denaro cambiava natura, ma anche aspetto: da moneta coniata con metallo prezioso, oro o argento, al quale dunque la collettività attribuiva un valore, si passò alla carta: prima lettera di cambio, poi – dalla fine del XVII secolo - banconota. Con lo sviluppo delle tecniche monetarie i banchieri ottennero grande potere all’interno della società europea, soprattutto attraverso la creazione di banche private, libere da qualsiasi controllo statale. La nascita del sistema bancario segna l’inizio del prevalere dell’economia sulla società e la politica, mentre il denaro viene privato di qualsiasi aggancio con la realtà: sappiamo come le guerre, catastrofi per i popoli, rappresentino un affare colossale per il mondo della grande finanza. La seconda guerra mondiale consolidò tale sistema: la nazione vincitrice, gli USA, aveva già vissuto al suo interno la scalata al potere politico da parte della grande finanza. Afferma Noam Chomsky: “Alla fine del conflitto gli Stati Uniti possedevano metà della ricchezza del mondo e […] i principali artefici della politica decisero di usare tale potere per dare vita a un sistema globale funzionale ai propri interessi”. Gli accordi di Bretton Woods (luglio 1944) che imposero il dollaro come moneta unica per gli scambi internazionali, contemporaneamente alla creazione del Fondo Monetario Internazionale, prepararono le basi di un nuovo colonialismo, noto come ‘globalizzazione’. E veniamo così all’ultima, surreale, evoluzione del denaro: il denaro virtuale. Parliamo delle transazioni e degli indici di borsa: si di essi si fonda il delicato equilibrio del mondo, su cifre battute alla tastiera di un computer! Si tratta di una quantità di denaro, miliardi di miliardi, che, nella realtà, non è mai stata coniata! E lo stesso si dica per tutte quelle operazioni come prestiti, affidamenti, mutui, pagamenti con le carte di credito…Il Terzo Mondo è quello che risente nel modo più evidente di questo colossale inganno: poche multinazionali controllano le risorse di decine di paesi in via di sviluppo, imponendo a tutti l’unico modello economico esistente, il liberismo selvaggio. Le conseguenze hanno dell’incredibile: “aumenta…la produzione agricola destinata all’esportazione e diminuisce, drasticamente…la produzione di alimenti primari per la popolazione indigena.. in Africa si coltivano fiori stupendi…ma la gente non ha da mangiare”.Da strumento, equivalente in misura variabile alle cose reali, e pensato per procurarsi tali generi, il denaro ha finito per sostituirsi alla realtà. Dunque viviamo in un mondo che non esiste e il film “Matrix” è stato un segno dei tempi…ma preparare il cambiamento resta compito di coloro che si ritengono uomini liberi.
ERICA BRUZZONE