mercoledì 26 settembre 2007

repressione birmana


Il momento è alla fine arrivato, il momento della violenza, della repressione barbara e sanguinaria, della polizia che , come in altre parti del mondo serva del potere, ha sparato sulla pacifica folla di monaci buddisti, come ordinato loro dal governo.
La Birmania da 18 anni è governata, nell' indifferenza più totale, da un regime sanguinario e corrotto, che si finanzia con il traffico di droga e soprattutto di legname, provocando l' abbattimento delle immense foreste birmane, per ricavarne legname pregiato da vendere a caro prezzo all' Occidente.
Questo regime che si permette di tenere un premio nobel per la Pace agli arresti domiciliari, continua ad esistere grazie alla connivenza degli U$A, che controllano quelle grandi multinazionali del legname, che in Birmania fanno affari d' oro.
Questi paladini della libertà stanno cercando solo ora di scaricare il regime, sotto la pressione dell' opinione pubblica internazionale, scaricando di fatto i loro taciti alleati.
Bush che strepita ogni giorno contro l' iran e contro il suo presidente, non ha avuto un attimo di tempo per pensare alla Birmania?Evidentemente le questioni internazionali che non riguardino Israele sono poco imporetante per questo presidente "esportatore di democrazia".
Questo governo corrotto deve cadere, non solo per il bene di un popolo fiero che merita finalmente un po di libertà, ma anche e soprattutto per il benessere ecologico del mondo intero, per il quale è indispensabile salvaguardare quello che resta delle grandi foreste della Birmania, patrimonio dell' intera umanità.

lunedì 24 settembre 2007

apologia marxista nella scuola


Un altro anno scolastico è cominciato per gli sventurati studenti italiani, un altro anno in cui saranno costretti a sorbirsi le faziosità che qualche becero prof comunista rifilerà loro, facendole passare per verità assolute ed incontestabili.
Le scuole italiane, ormai da 40 anni, sono il territorio di caccia più amato dall' intellighenzia marxista, il luogo dove plasmare giovani menti, traviando tanti ragazzi innocenti, ma molto spesso caratterialmente deboli o politicamente non coscienti.
Si atteggiano sulle loro cattedre come dei sacerdoti dall' alto del pulpito, infervorati nel raccontare la loro visione della storia, ovviamente l' unica che trova posto nelle fatiscenti e soffocanti aule scolastiche italiane.
I giovani devono quindi imparare che Mussolini era uno squilibrato assassino, mangiabambini e guerrafondaio, che le opere del regime sono tutte invenzioni, che anzi il fascismo ha tolto diritti ai lavoratori.
I loro occhi si illuminano quando parlano dei partigiani, queste angeliche figure che lottavano unicamente per la libertà dell' italia, senza altri interessi personali o politici, questi eroi che dovremmo ringraziare tutti i giorni per il loro immane sacrificio.
Alcune parti del programma vengono naturalmente saltate, come le Foibe e l' Esodo giuliano_dalmata, perchè non si possono insegnare agli studenti queste menzogne fasciste!
Questi insegnanti, giudici in terra del bene e del male, non sono altro che un' accozzaglia di ignoranti faziosi (salvo lodevoli eccezioni), che non sanno niente degli argomenti di cui parlano, tranne le poche ed errate nozioni imparate su libri di testo scritti da altri bolscevichi come loro.
La scuola deve essere libera! Basta con questi cialtroni che usano la scuola pubblica come se fosse la sede di Rifondazione Comunista! Siamo stufi delle falsità, stufi delle faziosità ideologiche, stufi della visione a senso unico della storia.
Mandiamoli a lavorare in Corea del Nord questi signori, così magari capiranno che mostruosità è il comunismo e nel frattempo noi tutti, pensatori indipendenti, potremo respirare tranquillamente, liberi finalmente dalla loro nefasta presenza!

giovedì 20 settembre 2007

giustizia è fatta?


In questi giorni, nel disinteresse quasi generalizzato dei media, che hanno relegato la notizia in un angolino buio, il mondo è venuto a conoscenza dell' arresto di Nuon Chea, il fratello numero 2, il vice di Pol Pot.
Questo individuo, sconosciuto ai più, è stato tra i creatori di quel regime comunista, chiamato dei Khmer Rossi, che ha provocato la morte di 2 milioni di cambogiani tra il 1975 ed il 1979.
A questo punto viene da chiedersi come mai Nuon non sia stato perseguito prima, e soprattutto perche il suo mentore Pol Pot, sia potuto morire serenamente ed in libertà, nonostante i suoi orrendi misfatti.
La risposta è subito data, Pol Pot sapeva troppo! Molti autorevoli storici e giornalisti esperti dell' estremo oriente, sostengono con fermezza che nei primi anni della sua guerra partigiana, prima che la Cambogia entrasse direttamente in guerra, Pol Pot abbia ricevuto armi e soldi dagli U$A i funzione antivietnamita.
Questo sospetto trova fondamento nella strategia adottata dagli Stati Uniti nei decenni successivi, per esempio la decisione di fornire di armi i Talebani in chiave antisovietica.
La Cina d' altro canto farà pressioni sul tribunale allestito per giudicare Nuon, affinchè non sia troppo duro nei confronti di questo "compagno che ha sbagliato".
Il mondo ignora quanto è successo in Cambogia, quanto la follia comunista possa annientare un popolo, la stampa, gli organi internazionali, gli intellettuali, per abiette scelte ideologiche o per convenienza, hanno chiuso entrambi gli occhi.
Scommetto che questo processo non verrà degnato di un minimo di attenzione da parte dei Media e si concluderà con una condanna irrisoria, dando un ulteriore schiaffo a milioni di morti innocenti.
Spero tanto di sbagliarmi!

domenica 16 settembre 2007

contro il dio denaro


La preminenza dell’economia è di certo una delle caratteristiche del mondo contemporaneo: i telegiornali e la carta stampata ci propongono in maniera ossessiva termini quali Mibtel, Dow Jones, Nasdaq, PIL, Features - incomprensibili al di fuori della stretta cerchia degli addetti ai lavori; l’andamento dell’economia è al centro delle preoccupazioni dei governi; il sentire comune guarda con deferenza a banchieri e uomini d’affari…e siamo così abituati a tutto ciò da rendercene conto a fatica. Numerosi segni indicano che, per la prima volta nella storia, la società umana è divenuta un accessorio dell’economia. Ma si tratta soltanto dell’ultima tappa di un lunghissimo percorso.Nelle epoche primitive il baratto era l’unica forma di commercio, volto a soddisfare esigenze fondamentali; allo stesso modo il concetto di guadagno era completamente assente in tutte le società tradizionali. In Egitto, ad esempio, i prodotti della terra venivano redistribuiti per garantire la sopravvivenza di tutti; presso gli Inca e gli Aztechi, fino all’arrivo degli spagnoli, non esisteva alcuna forma di moneta. Il denaro, apparso per la prima volta in Lidia nel VII secolo a. C., nacque come strumento per rendere più agevole lo scambio ma fin da subito portò con sé una grave conseguenza: l’usura. Parliamo cioè della produzione di denaro attraverso denaro, in altre parole il denaro concepito come fine a se stesso, al servizio dell’egoismo individuale. L’usura fu condannata da ogni civiltà: basti pensare al nostro Medioevo, che relegava l’usuraio in fondo alla scala sociale. La Chiesa e i suoi esponenti ebbero parole durissime: San Bernardino da Siena affermò “E’ fatta la morte dell’usuraio come la morte del porco, ché a sua vita el porco non fa altro che danno […] ma quando è morto ognuno ne gode” e la condanna dell’usura, sancita dal Concilio Laterano (1139), fu ribadita al Concilio di Vienna (1311) . Col passare del tempo il denaro cambiava natura, ma anche aspetto: da moneta coniata con metallo prezioso, oro o argento, al quale dunque la collettività attribuiva un valore, si passò alla carta: prima lettera di cambio, poi – dalla fine del XVII secolo - banconota. Con lo sviluppo delle tecniche monetarie i banchieri ottennero grande potere all’interno della società europea, soprattutto attraverso la creazione di banche private, libere da qualsiasi controllo statale. La nascita del sistema bancario segna l’inizio del prevalere dell’economia sulla società e la politica, mentre il denaro viene privato di qualsiasi aggancio con la realtà: sappiamo come le guerre, catastrofi per i popoli, rappresentino un affare colossale per il mondo della grande finanza. La seconda guerra mondiale consolidò tale sistema: la nazione vincitrice, gli USA, aveva già vissuto al suo interno la scalata al potere politico da parte della grande finanza. Afferma Noam Chomsky: “Alla fine del conflitto gli Stati Uniti possedevano metà della ricchezza del mondo e […] i principali artefici della politica decisero di usare tale potere per dare vita a un sistema globale funzionale ai propri interessi”. Gli accordi di Bretton Woods (luglio 1944) che imposero il dollaro come moneta unica per gli scambi internazionali, contemporaneamente alla creazione del Fondo Monetario Internazionale, prepararono le basi di un nuovo colonialismo, noto come ‘globalizzazione’. E veniamo così all’ultima, surreale, evoluzione del denaro: il denaro virtuale. Parliamo delle transazioni e degli indici di borsa: si di essi si fonda il delicato equilibrio del mondo, su cifre battute alla tastiera di un computer! Si tratta di una quantità di denaro, miliardi di miliardi, che, nella realtà, non è mai stata coniata! E lo stesso si dica per tutte quelle operazioni come prestiti, affidamenti, mutui, pagamenti con le carte di credito…Il Terzo Mondo è quello che risente nel modo più evidente di questo colossale inganno: poche multinazionali controllano le risorse di decine di paesi in via di sviluppo, imponendo a tutti l’unico modello economico esistente, il liberismo selvaggio. Le conseguenze hanno dell’incredibile: “aumenta…la produzione agricola destinata all’esportazione e diminuisce, drasticamente…la produzione di alimenti primari per la popolazione indigena.. in Africa si coltivano fiori stupendi…ma la gente non ha da mangiare”.Da strumento, equivalente in misura variabile alle cose reali, e pensato per procurarsi tali generi, il denaro ha finito per sostituirsi alla realtà. Dunque viviamo in un mondo che non esiste e il film “Matrix” è stato un segno dei tempi…ma preparare il cambiamento resta compito di coloro che si ritengono uomini liberi.
ERICA BRUZZONE

sabato 15 settembre 2007

pesce al famedio


Il sindaco di Milano Letizia Moratti, già tristemente nota per altri avvenimenti spiacevoli, come la mancata visita il 2 Novembre scorso al campo X di Musocco, dove sono sepolti i caduti della RSI, ha tirato un altro schiaffo a chi vorrebbe mettere la parola fine alla pratica idolatra di "divinizzare" i partigiani, considerati ormai da 60 anni i divulgatori del sacro verbo della libertà.
La signora Moratti, unitamente all' assessore Pillitteri, è riuscita a fare in modo che la giunta deliberasse, con la sola eccezione di AN, per tumulare la salma di Giovanni Pesce al Famedio del cimitero Monumentale.
Giovanni Pesce fu negli ultimi anni della seconda guerra mondiale un comandante dei GAP, il più temibile e violento fra i gruppi partigiani comunisti, e si macchiò di numerosi ed orrendi attentati, nel corso dei quali persero la vita numerosi civili, fra cui donne e bambini.
Per Letizia Moratti i milanesi dovrebbero essere grati a Pesce, che ha lottato per loro, al fine unico di liberarli dall' oppressione fascista e di portare la democrazia.
Forse il sindaco ignora o fa finta di ignorare che questi gruppi partigiani erano in collegamento diretto con Mosca e lottavano non certo per portare la democrazia, bensì per instaurare una molto poco democratica dittatura del proletariato, sul modello di quella sovietica.
Ma per quanto ancora dovremo sopportare queste falsità?Per quanto ancora saremo costretti a rendere onore a questi vigliacchi cospiratori?Quando finalmente la Dea Verità ricomincerà a volare nei cieli della nostra Patria?
Un consiglio al sindaco Moratti: dopo Pesce potrebbe chiedere ai russi il permeesso di seppellire al Famedio un altro eroe della democrazia, Josef Stalin!

mercoledì 12 settembre 2007

neonazismo in israele


Pochi giorni fa in israele è stata scoperta una cellula organizzata di giovani che attraverso l' uso di internet e di aggressioni xenofobe diffondevano le idee nazionalsocialiste, fatto piuttosto singolare vista la razza di appartenenza dei soggetti in questione.
Il capo della banda, il diciannovenne Eli Boanitov affermava testualmente:"Sono un nazista e tale resterò fino alla fine e non avrò pace fino a quando non avremo ucciso tutti".
Le sue pacifiche intenzioni si sono concretizzate nelle ripetute aggressioni nei confronti di sventurati immigrati regolari asiatici, presenti in territorio israeliano unicamente perchè chiamati a lavorare, per contribuire alla prosperità di israele.
Punto principale della propaganda del gruppo era la necessità di eliminare totalmente gli arabi e le altre "razze inferiori", giungendo perfino ad uccidere una parte della popolazione ebraica.
Particolare curioso è che il capo di questa cellula era un collaboratore dei servizi segreti israeliani! La considerazione che voglio fare è questa : cosa sarebbe successo se una cellula così aggressiva e violenta fosse stata scoperta in Italia? Quali alti lai avrebbe innalzato al cielo la comunità ebraica? la colpa sarebbe stata data immediatamente ai partiti della destra, accusandoli di diffondere un clima d' odio nel Paese, di essere intollerante, becera, satanica!
Cosa dicono ora questi signori, di fronte a questi gravi episodi di violenza immotivata?sono giustificabili in quanto avvenuti in israele?O forse è ancora colpa delle destre, che con i loro pteri diabolici riescono a far diventare nazisti anche dei giovani ebrei? Certe persone prima di vedere la pagliuzza nell' occhio altrui, dovrebbero vedere la trave che c' è nel proprio!

venerdì 7 settembre 2007

fascismo e intellettuali


Per controbattere alle tante persone, che nella loro faziosa ignoranza vogliono dare ad intendere che il fascismo fosse solo un movimento politico_militare formato da rozzi estremisti violenti, voglio scrivere dei tanti ed illustri intellettuali italiani che aderirono volontariamente e talvolta entusiasticamente al fascismo.
Fra i primi sicuramente c'è da annoverare Gabriele D' Annunzio, cui il fascismo deve una fetta consistente del suo progetto ideologico e politico, sommo poeta il cui valore è stato ampiamente riconosciuto nei decenni a venire.
Altro grande scrittore ed entusiasta fascista è Ardengo Soffici, che confermerà la sua fede nell' Idea, aderendo anche alla RSI.
Filippo Tommaso Marinetti, creatore del Futurismo ed amico personale del Duce, fino alla sua morte non rinnegò la sua adesione al fascismo.
Due premi Nobel, famosi in tutto il mondo sostennero attivamente il regime e portarono avanti le sue battaglie anche all' estero, Guglielmo Marconi e Luigi Pirandello.
L' inventore della radio aderisce al PNF fin dal 1923 ed è legato anch' egli da un rapporto di stima personale con Mussolini.
Nel 1935, su sollecitazione di Mussolini, Marconi si reca a Londra e Parigi per difendere la posizione politica dell'Italia dopo l'attacco all'Etiopia e le conseguenti sanzioni decretate dalla Società delle Nazioni. In Inghilterra il popolo inglese gli impedì di leggere, dai microfoni della B.B.C., un messaggio che spiegava la posizione italiana.
Pirandello aderisce al Fascismo nel momento di crisi verificatosi in seguito alla morte del socialiste Matteotti e fino alla morte, avvenuta nel 1936, sosterrà l' operato di Mussolini, ottenendo dal Regime numerosi e meritati riconoscimenti.
Una grande personalità religiosa ed intellettuale, Padre Agostino Gemelli, si schiererà più volte a difesa del fascismo, arrivando ad approvarne uno dei suoi provvedimenti più controversi, le leggi razziali.
Nicola Pende, lo scienziato creatore dell' Endocrinologia, fu un fascista fervente e fra i firmatari del Manifesto della Razza.
Pietro Mascagni, uno dei più grandi compositori del secolo scorso,aderì e pubblicizò l'Idea fascista, così come Giovanni Papini, famoso scrittore.
Tra i tanti nomi celebri che militarono nella RSI ed in seguito sarebbero diventati intellettuali famosissimi, vanno ricordati Giorgio Albertazzi, sottotenente della Legione Tagliamento e poi attore teatrale, Dino Buzzati, poi autore di un best seller come Il Deserto Dei Tartari, Dario Fo, futuro premio Nobel, il famoso giornalista Gianni Granzotto e tanti altri, da Vianello a Tognazzi, da Mastroianni a Luciano Salce, tanto per far capire che il fascismo fu prima di tutto un grande movimento intellettuale, prima ancora che un fenomeno politico.